COLLATERAL 07 III EDIZIONE
A CURA DI ANTONELLO CENTOMANI, STEFANO PERNA, DONATO SICA

PAN-PALAZZO DELLE ARTI NAPOLI 27-28-29 DICEMBRE

PRESENTAZIONE – DA COLLATERAL 2005 A COLLATERAL 2007

La terza edizione di Collateral, dopo il successo di critica e di pubblico delle precedenti edizioni nelle quali sono state presentate opere in anteprima nazionale e, per la prima volta, opere reperite e scaricate da internet, intende proseguire e sviluppare nell'edizione 2007 i percorsi tracciati in sinergia con il Pan – Palazzo delle Arti Napoli, contesto ideale allo studio e alla rappresentazione delle nuove forme di comunicazione.

Il progetto Collateral, nato nel 2005, è stato ideato e pensato come nuovo terreno di sperimentazione per i linguaggi audiovisivi, assumendo via via una sua forte identità e autonomia concettuale.

L'idea nasce dall'esigenza di dare visibilità alle immagini di opere ed autori misconosciuti o da recuperare alla memoria culturale contemporanea, con una pertinente riflessione sul futuro della fruizione delle opere audiovisive, quando supporti come la pellicola diventeranno sempre più relegati a contesti pseudomuseali.
L'incipit della prima edizione di Collateral, nel 2005, rende bene l'idea dei presupposti teorici che animano il progetto: [nf – s, nessun fotogramma al secondo] I supporti originali dei film sono quasi sempre diversi da quelli di proiezione. La scelta di proiettare su supporti video, per alcuni film è stata obbligata, per altri voluta. Da questi (post)pre-testi è nato collateral.

Le conseguenze della "scelta di proiettare su supporti video", hanno avuto implicazioni sul piano teorico e pratico. La recente natura delle immagini in movimento, ed in particolare di quelle digitali, pone questioni ancora oggi irrisolte. Proiettare in pubblico le "Histoire(s) du cinéma" di Godard, inedite in Italia, cosa comporta dal punto di vista giuridico del copyright, quando l'autore stesso sigla la sua opera, anche solo provocatoriamente, "non copyright JLG".
Presentare le edizioni "Raro Video", nota casa editrice homevideo italiana di rarità cinematografiche non tutte reperibili nei supporti originali (pellicole 35 mm, super 8…) in Italia, cosa comporta nelle moderne modalità di fruizione collettiva – ovvero, la questione dell' "opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica".
Stesso discorso, ma ancor più ampio e urgente, quello riguardante il "problema" internet, affrontato nell'edizione 2006.
Proiettare per la prima volta in un museo, il Pan, immagini scaricate dalla rete, come nel caso del bellissimo ma censurato documentario cinese Tiexi Qu di Wang Bing, significa aprirsi su di un baratro di implicazioni culturali, sociali, politiche, giuridiche, economiche…

In tal senso, gli autori che hanno letteralmente illuminato, ma soprattutto, problematizzato con le loro opere questioni del genere, sono stati Alberto Grifi e Gianfranco Baruchello con "Verifica incerta" del 1964, film di montaggio ottenuto da 150.000 metri di pellicola, precedente dichiarato per il "Blob" televisivo di Enrico Ghezzi; Guy Debord in tutto il suo cinema, attraverso la definizione e la pratica del détournement; Jean-Luc Godard con le sue "Histoire(s) du cinéma", riflessione sulla storia dell'umanità attraverso le storie del cinema.
Pensando al sito internet come sito "archeologico" in senso foucaultiano, accostando la trasmissione dei dati della rete alla tradizione orale antica, la rete, più di ogni altra cosa, come virtuale materializzazione di questo universo di segni in negativo della realtà, ha portato alle estreme conseguenze ogni verifica incerta, détournement e histoire(s) possibile. I segni si sono materializzati (paradossalmente) tramite la smaterializzazione della loro originale costituzione fisica, sia un'immagine o un suono o un testo, in codici digitali, dati, come i "numeri" che S. Agostino vedeva dietro le (immagini delle) cose.